lundi 26 juin 2017

Peaux d'Anne


"Peaux d'Anne" est un film documentaire que je viens de terminer autour de l'oeuvre picturale d'Anne Van Der Linden.Voici la bande-annonce : 



Intervenants : Jacques Noël, Bruno Richard, Robert Combas, Placid, Jean-Louis Costes, Sarah Fisthole

Musique : 
"Maldoror is Ded Ded Ded" de Current 93
et
Live de Jasmine Vegas au Monte en l'air (1.11.2015)



Affiche conçue par Placid à partir de
"Le strip-tease de la centauresse" d'Anne Van Der Linden (2011)

Quelques images du film :






Le film vient d'être sélectionné pour l'édition 2017 de l'Etrange festival!
Rendez-vous les 7 et 8 septembre au Forum des Images :




Le site d'Anne Van Der Linden est ici

mercredi 18 janvier 2017

Bomarzo


Bomarzo est un film documentaire que j'ai terminé en janvier 2017. (english text below)

Bande-annonce : 


Synopsis : 
Un jardin de monstres de pierre, un tableau mystérieux, la danse voluptueuse d'un âne, une bande de clochards célestes, un Prince dans une grotte. Pas forcément dans cet ordre.

Voici quelques images de l'avant-première en présence de quatre des personnages du film au cinéma l'Accatone le 30 mars 2017 (photos de Rosanna Stoppani) :  





"Bomarzo" été sélectionné pour la 19e édition du formidable festival International d'Ismailia en avril dernier : 
 


Antonio Rocca è uno dei personaggi di "Bomarzo", ecco quello che ha scritto sull'avventura del film:
Mancano due settimane esatte alla proiezione di Bomarzo, al Forte. Quindi scriverò una cartella, di getto, sono quelle che mi vengono meglio, anche se poi me ne pento.
Bene, la prima cosa da dire è che Bomarzo non è un film sul parco dei mostri. Ok, la locandina rimanda al Sacro Bosco, ma questo accade perché l'energia di quel giardino è troppo potente per non ricadere sulla terra che l'accoglie.
Quel boschetto è come un magnete, attira spiriti bizzarri da almeno un secolo. Così è arrivata anche Claude Grunspan, che è rimasta intrappolata in una tra le pieghe di quel paesaggio che è emotivo e fisico. Succede, a Bomarzo si procede inciampando tra sassi e ricordi, tra fossi e bottiglie. Isola preindustriale nascosta all'ombra dell'autostrada, la campagna bomarzese è un covo di esuli.
Io ero uno di quelli e quindi sono il meno indicato a parlarne, in compenso non ho pretese di oggettività. Le cose sono andate così: per qualche anno ci siamo ritrovati intorno a un bar che era quasi solo nostro. Base di partenza o approdo per una comitiva anomala e disomogenea, il bar di Fedora era aperto a chiunque, forse per questo eravamo quasi sempre solo noi.
Claude veniva ogni anno, aveva sempre la sua telecamerina accesa e non ci si faceva caso. Capitava che chiedesse delle cose e che riprendesse, anche solo per prendere appunti, ci avevamo fatto l'abitudine e quella telecamera non era un problema.
Poi è morto Vittorio, uno di noi, un signore anziano molto affezionato a Claude e Claude era molto legata a lui. Intanto le cose erano cambiate, io me ne stavo andando, il bar chiudeva … Tutto cambiava. Quel piccolo punto di vista sul mondo, unico e fragile, era destinato a perdersi.
Era già finita quando ci accorgemmo che instabili frammenti di quella strana bellezza chiedevano vita, ancora. Si direbbe che Claude, senza volere o per istinto, aveva creato un dispositivo nel quale era rimasta invischiata la vita vera. Un sacco di roba era finita tra quelle riprese. Sequenze ben girate e altre sporche, come sporca è l'esistenza quand'è autentica. Un po' per volta il film ha imposto la sua nascita. C'è voluto un immenso lavoro di montaggio, i pezzi faticavano a disporsi in intarsio. Ciascun istante chiedeva luce, metteva in discussione il limite. Dove tagliare? Come ritagliare il tassello perché tutto si componesse?
Alla fine è venuto fuori un film che sarebbe piaciuto ad Alberto Grifi, così almeno credo. Gli sarebbe piaciuto perché se ne frega della grammatica e in questo modo riesce a essere poetico e a non fermarsi neanche davanti alla morte. Al contrario, la forza del film risiede anche nel modo in cui fruga nella vita per vedere come la morte avanzi tra le rughe o per guardare come avanza sul fondo di ogni bicchiere. L'unica è morire come fanno i cani, senza tante storie, che si mettono da una parte e si lasciano andare. Morire come si fa a Bomarzo, dove la pietra genera la vita e poi si occupa di mantenerla sempre in vita.
Bomarzo è un filmino delle vacanze che però fa piangere e fa ridere, certamente a noi che ci siamo finiti dentro, forse non solo a noi. È quello che spero. Fine della cartella.

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Bomarzo is a documentary film (54mn) that I completed in january 2017.

The characters of this film, who all live in Bomarzo, seem to come out from the universe of Vicino Orsini, the Renaissance Prince who created the Gardens of Bomarzo.
Like Vicino, they incarnate freedom of thought, a joy of living, and so fill everyday life with poetry. « Bomarzo » is a film about a place inhabited by special people who perpetuate the spirit of a man who fought for freedom : Vicino Orsini.
 
This film is in Italian, with subtitles available in French or in English.

Trailer in English : 



jeudi 19 mai 2016

Gao Rang, Riz Grillé - Extraits


Ma séquence préférée, celle pour laquelle "Gao Rang" a été réalisé : 


"Gao Rang", que j'ai réalisé en 2001, raconte l'expérience de plusieurs caméramen Viêt Công, et les terribles contraintes de la propagande cinématographique en temps de guerre, depuis la Guerre d'Indochine jusqu'à la guerre du Vietnam.

J'ai réalisé ce film après avoir vécu deux ans au Vietnam, avec l'aide précieuse du peintre laqueur Vu Hoa, du chef opérateur Rémon Fromont, de l'ingénieur du son Paul Heymans et du compositeur Viktor Kissine.
Le film avait tout de suite été interdit au Vietnam, je ne sais si cette interdiction a été levée depuis 2001. 

"Gao Rang" est maintenant disponible en téléchargement, DVD ou Streaming sur la banque documentaire en ligne des MUTINS DE PANGEE



Voici un autre extrait :




Produit par Richard Copans, Les Films d'Ici et Paul Fonteyn, Saga Films, ce film a été diffusé depuis sur de nombreuses chaînes de par le monde dont Planète, la RTBF et la NHK. 

Voici une petite revue de presse (articles datant de 2001) : 

Monde diplomatique
Politis
Comptes-rendus en anglais :

"[4 ½ Stars] Excellent! GAO RANG details the primitive and violent birth of filmmaking in Vietnam during the war against the French and through the bloody conflict against American-lead forces in the 1960s and 1970s. Featuring footage never shown outside of Vietnam [and] blessed with insightful interviews… GAO RANG is the rare documentary on filmmaking which opens doors to a rarely-seen corner of global cinema. A fascinating new documentary!"—Film Threat

"Compelling... [GAO RANG] has significant value for scholars of Vietnam. There is Uncle Ho with the troops fighting against the French, footage of anti-aircraft gunners, the image of an American warplane falling from the sky, the pilots parachuting down into the hands of their captors, dive-bombers at the DMZ, the resulting destruction of B-52 raids on Hanoi, and women warrior-farmers with rifles strapped to their backs rady to shoot at the warplanes overhead, face to the earth and back to the sky, planting rice to supply the heroic soldiers. The documentary also provides a self-reflexive glimpse into the minds of characters important to the development of a nascent Vietnamese film industry. [GAO RANG] shows us that Vietnam, like the United States, continues to be drawn back to issues and concerns from the American War."—Professor of Sociology Jack Harris, Hobart and William Smith Colleges, for the Asian Educational Media Service's 'News and Reviews'
 
Télé Obs


 TV Câble Satellite

Une présentation de "Grilled Rice" sur l'excellent site d'Icarus Films est ici : 
http://icarusfilms.com/if-gao

mardi 3 mai 2016

FREAK WAVE NIGHT


C'était le 28 avril 2016, pour fêter la sortie du numéro 6 de la revue FREAK WAVE, version luxueuse du grave'zine et des fanzines underground, fondée par Olivier Allemane et Anne Van der Linden : www.freakwave.fr
Réal. : Claude Grunspan




jeudi 5 juin 2014

Suite égyptienne, 2005 - Extraits




Un film documentaire sur mon voyage en Egypte sur les traces de mon père qui fut emprisonné huit ans, sous Gamal Abdel Nasser, pour raisons politiques. Ce film devait, au départ, évoquer ce moment rare où des Juifs et des Musulmans ont combattu en frères, côte à côte, pour le même idéal communiste. 
Au final, il illustre plutôt la difficulté pour tous les intéressés de parler de ce moment :





D'autres extraits sont visionnables sur le site des Films d'Ici.

Production : Richard Copans, Les Films d'Ici      

Un article du Monde diplomatique sur le film se trouve  ici. 

samedi 31 mai 2014

Barricade, Magazine d'idées et d'humour


Film de promotion de ce magazine fondé par Gérald Dittmar. Il fût tourné en trois heures de temps avec la participation amicale de Denis Lavant, de l'équipe du bar Barricade rue de Tourtille, et bien sûr de la joyeuse équipe rédactionnelle.